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  • in questi momenti

    ci sono certi momenti che non sai neanche come definirli. certi momenti che sfuggono. che volano via come gli stormi di storni, nuvole nere in continuo movimento e trasformazione. ci sono questi momenti, dicevo, e per fortuna che ci sono. c'è il freddo, finalmente. le maniche corte come sempre, quelle non mancano mai. c'è la pioggia sottile, quella che ti lascia zuppo senza neanche farti accorgere. c'è il bar. c'è il fidato barista che ti propone cose nuove. c'è la città vestita di grigio. che è uno spettacolo guardarla dal balconcino con una sigaretta, l'ennesima, che pende dall'angolo della bocca. c'è un motivo degli Oasis che non ti lascia più. che vorresti dire basta, ma continui, ancora, a rimetterla. quella stessa canzone. perché è bella, intonata a tutto il resto. c'è il lavoro. ma di quello ormai te ne frega sempre di meno. che tanto c'è tutto il resto. c'è la malinconia. e c'è la felicità. e in te, lo sai, sono sempre state intimamente, indissolubilmente, legate. non c'è tristezza. no. quella no. non ci sono motivi per essere tristi. non c'è furia, non più. non c'è disperazione. da tanto tempo. da quanto non eri così? te lo ricordi?

    on air : Oasis - Magic Pie - Be here now (1998)

  • un paio di cose

    giusto per segnalare:

    una serata molto rilassante passata tra qualche birra rigorosamente scura, qualche digestiva bibita ed un concerto maiuscolo dei Birkin Tree capaci di portare l'Irlanda in una piazza. una serata come non capitava da tempo, con due compagni di ventura d'eccezione. e gli incontri, le parole, le risate sotto gli occhi attenti delle forze dell'ordine. i balli inventati, i cessi pieni, i cespugli. tutto come una volta. lo ying e lo yang in bolla. la palpebra pesante che non son più giovane come una volta ed il ritorno a casa con un cauboi cantato a volume +76. come diceva Pizzul tutto moooolto bellooooo.

    a proposito di stile ecco la mia nuova ossessione: lei. splendida.

    dal fronte della musica (e dello stile) posso solo segnalare gli Overbox conosciuti in una serata di quelle belle come piacciono a me in una radio locale. ah, a volte sono in una radio locale. mi piace questa nuova cosa. ma vedremo come va. inutile dire che loro sono bravissimi e di persona sono fantastici. che c'erano un sacco di lattine da svuotare e chili di buona musica.

    dal fronte Everton! dopo un buon inizio ci siamo arenati in una serie di pareggi decisamente evitabili, ma siamo ancora imbattuti e questo non può farmi che piacere.

  • intervallo

    Immag002
    binari che si perdono. un po' come me.

    Immag007
    e ritrovarsi a fissare un cielo così. pensando a niente. con il rumore dei grilli a tenermi compagnia. in attesa.

  • come è bella Milano

    E' in momenti come questi che adoro Milano. la grande città che mi ospita, non senza scortesia. ma in questi momenti di silenzio assoluto, divuoto, di ferie da smaltire ed uffici da chiudere Milano si ammanta di una speciale aura. qualcosa che è difficile da spiegare. basti pensare al fruscio delle foglie in una via desolata a fare da unica colonna sonora al posto dei clacson e dei motori. una sensazione impagabile. ed è quando la città si svuota che mi piace ritrovare il contatto con essa. passeggio con incredibile tranquillità per le vie, alla ricerca di qualcosa che potrebbe anche essere niente. mi aggiro con curiosità, la mia solita curiosità, alla ricerca di qualche ambiente e situazione particolare. mi lascio affascinare dai palazzi storici, dalle chiese, dai giardini sparsi e nascosti, dalle statue, dalle targhe. da tutto quello che mi può dare qualcosa, un'emozione, anche piccola, una sensazione insomma. camminare tra gli sparuti alberi e sentire l'organo risuonare tra le mura di S.Simpliciano mi ha fatto venire quasi i brividi. sentivo il mio abbondante corpo attraversato da un'irrazionale sensazione di benessere. l'ombra degli alberi, il soffio leggero della brezza, l'assenza dell'afa, le note dell'organo, l'imponenza della chiesa. ecco quello che mi piace di questa città chiassosa e caotica. la capacità di essere riflessiva e lenta. pregna di momenti rarefatti che ti fanno credere che c'è qualcosa di meglio del traffico impazzito e del nervosismo. della fretta. mali incurabili di una marmaglia di pendolari indaffarati. ma io me la godo così. perso tra le viuzze di Brera. sotto l'ingresso della Madonna del Carmine. tra le porte. con la granita al caffè con molta panna, grazie. tra le mura di S.Ambrogio(1) (2). vicino alla colonna del Diavolo(3). in tutti questi posti che Milano non ostenta, quasi nasconde. decisione davvero incomprensibile. ma poco male. mi piace cercare, scoprire e portare alla luce. prima o poi scriverò una guida ai luoghi poco conosciuti, ma da visitare. prima o poi.
  • fantasia portami via.

    ovvero odio il CICAP.

    la distruzione della fantasia e in seconda battuta della speranza. ecco cosa odio degli esseri umani. quello che amo invece è proprio la capacità di creare interi mondi con la mente, di spaziare, di immergersi all'interno della propria fantasia. certo chi usa e sfrutta con fare fraudolento la capacità di immaginare e credere è da annoverare tra i peggiori criminali. crimini contro la fantasia. ma quelli che professionalmente si mettono a decostruire senza vere prove delle teorie che possono sembrare astruse, non sono certo meglio di chi le crea. d'altronde chi può confutare una teoria mai provata? c'era chi negava il moto della terra ed è stato smentito, ma chi può negare l'esistenza dei poteri della mente, dello spirito, di Mu, Atlantide, di Asgard e delle altre terre mitiche, dei draghi e dei giganti, del piccolo popolo e degli ET? la non prova dell'esistenza non è la prova della non esistenza. altrimenti ciao ciao dio. sono ipotesi affascinanti. che male c'è nel credere a certe cose. od almeno a cercare di non demolire per forza. sono un convinto sostenitore della ragione, ma il mondo è già abbastanza arido per voler uccidere anche l'immaginazione. per rimanere legato a vecchie teorie, che poi magari un reperto nuovo fa crollare. siamo in corsa e dobbiamo continuare a correre, non prendere fiato come facciamo oggi. il fascino del mistero è parte integrante dell'uomo. e forse è proprio questo a renderlo diverso. spingersi oltre per scoprire, proporre e non fermarsi. ma ci siamo fermati. la magia di un tempo è la scienza di oggi. chissà se la magia di oggi diverrà la scienza di domani. non lo so. ma lo spero. in qualche modo spero che vengano ribaltate un sacco di convinzioni. che ne vengano create di nuove e confutate altre. o magari sono solo un romantico.

  • bile scariche

    ovvero di come la medicina ufficiale sia fuori moda.

    tra gli sciroccati del mondo dello spettacolo (showbiz per gli amici) è tornato di moda il salasso. sicura la presenza di qualche genio del male a far da consigliere a queste persone, altrimenti certi atteggiamenti sarebbero quanto meno inspiegabili. ma si stava dicendo torna di moda il salasso che consiste in soldoni nel praticare delle incisioni per rimuovere dal circolo sanguigno delle particolari quantità di sangue. e che altro se no? è sempre piacevole notare come il progresso medico venga ogni giorno ignorato proponendo simpatiche pratiche denominate alternative. visto che il periodo sembra propizio mi sembra doveroso ricordare la teoria sulla quale si innesta la pratica del salasso. la teoria degli umori. trattenete quei sorrisini maliziosi, che vi vedo. (come se qualcuno leggesse, beata gioventù ) ogni uomo è regolato da quattro umori che ne determinano sia il carattere che la salute.

    • la bile nera (milza) causa umidità e malinconia.
    • la bile gialla (fegato) causa secchezza e collera.
    • la flemma (cervello) causa freddo e apatia.
    • il sangue (cuore) causa caldo ed emotività. 
    l'equilibrio di questi umori genera stabilità. il prevalere di uno sugli altri no. semplice. quindi per riequilibrare gli umori si praticavano i salassi. ovvero le incisioni. ma a questo punto è bello ricordare che per gli indiani (quelli dell'India, non quelli d'America) la stanchezza dell'uomo è provocato dallo spreco dello sperma. per le donne non pervenuto. il motivo della stanchezza. chissà se anche questa teoria verrà accolta dagli esponenti del mondo dello spettacolo. inutile dire che sono stanchissimo.
  • save your soul

    save your soul - spiritual beggars - ad astra

    Immag013

    memorie di una pausa pranzo. milano. 25/04/2006.
    passare una festa al lavoro e trovare lo stesso il modo di salvare un pezzo d'anima.

  • it's not me

    sto invecchiando. no, non sono i capelli bianchi, ormai più che presenti a decorare la scatola cranica, non sono le rughe d'espressione, non è la stanchezza alimentata anche da un caldo feroce. non sono tutte queste cose a farmi capire che sto invecchiando. sono le mie idee a farmelo capire. una escalation verso posizioni che fino a pochi anni fa avrei semplicemente bollato come distanti, per usare un eufemismo, dalle mie. ed invece oggi mi trovo in accordo con chi ero sempre in disaccordo. magari non su tutta la linea. quello no. ma su molte cose sì. non pensavo di annuire alle parole di Amato. uno che non ho mai amato tanto per fare uno dei giochi di parole a me tanto cari. insomma. sono cose che fanno riflettere, le idee che cambiano come i corpi di chi li contengono, c'è chi dice che solo gli stolti non cambiano mai idea e forse è davvero così. ma la sensazione, strana, stranissima, rimane comunque forte, fortissima. da che parte stare, chi sostenere. davvero una grande confusione in testa e nell'anima, sempre che ne abbia una. sempre che valgano ancora qualcosa le idee. sempre che abbia ancora un valore avere dei valori. i miei valori che non cambiano mai, almeno quelli. bene/male. almeno quello lo so ancora decidere. utile/inutile. questo un po' meno. ma si fa quello che si può. opportuno/inoppurtuno. questo è più difficile. molto più difficile. ho bisogno di riposare. di mettere in pausa tutto quello che mi circonda. le cose futili almeno. come il lavoro ad esempio. anzi solo quello. ho bisogno di dare più peso, il giusto peso, ad altre cose. cose più importanti di un ufficio sotto zero pieno zeppo di fastidiose voci. perchè si sa che più si invecchia e più si diventa intolleranti. e già c'è chi mi chiama con il mio nonno. quel vecchio, insopportabile brontolone.
  • 13 - country house

    milano. esterno giorno. temperatura 38 gradi. umidità n.p. trovo divertente rinchiudermi nel bar dotato di aria condizionata per mettere mano a diversi gin tonic modificati ingurgitati come se fossero acqua fresca in attesa del treno che partirà ed arriverà in ritardo. il termostato del bar è settato su "era glaciale intermedia". il contraccolpo con l'esterno è impressionante. svariono diverse volte durante il breve tragitto bar-stazione. arrivo sul binario dopo aver fatto tacere una decina di volte la mia zozzeria. troppe gonne leggere, troppe scollature generose. salgo sul convoglio lasciato timidamente a crogiolare sotto il sole. meglio se con i finestrini chiusi. molto meglio se non dotato di aria condizionata. temperatura interna del treno 46 gradi. temperatura interna mia 76 gradi. in preda a frequenti allucinazioni converso con Winston Churchill e Gandhi sulla strana situazione internazionale. Winston va in bagno e si siede un enorme gin tonic. con tanto di cannuccia ed ombrellone variopinto. vorrei sorseggiarlo, ma non vorrei che interpretasse il mio gesto come una mancanza di rispetto. combatto l'azione vasodilatatrice dell'alcool con forti dosi di fumo, noto vasocostrittore. ma più fa caldo, più mi disseto, più mi disseto, più fa caldo. non ne può nascere qualcosa di buono. o forse sì. e si chiama "odio.doc".
  • occhio lungo

    The Infadels - Jagger 67 / colonna sonora spot nota vodka.
    l'avevo detto che era bella.

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