consiglio:
The dead 60's - riot radio: pezzo trascinante, gruppo valido e dall'immagine davvero piena di stile. da ascoltare. - sito
Infadels - Jagger '67: un buon pezzo, vale sicuramente un ascolto - sito
Carpark North - Human: suoni già sentiti, misto elettronica - rock. molto gradevole. a me piace. eh eh eh - sito
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muzzica
@ Tuesday, 21. Mar, 2006 – 09:09:05
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buon viso
@ Tuesday, 21. Mar, 2006 – 08:50:11
giornata stanca di una stanca settimana. ore di lavoro in più per ore di vita in meno. che bisogna consegnare. lavorolavorolavoro. che almeno porto a casa qualche soldo in più che non fanno mai male. e non è vero. i soldi fanno male. sia che li hai sia che non li hai. ascolto musica per riuscire a lavorare meglio, visto che le voci lontane o vicine dei miei colleghi sono stilettate nelle orecchie che arrivano direttamente al cervello. allora mi chiudo nel mio bozzolo musicale in attesa della stanchezza che arriverà. in attesa di un'ora di uscita da definire. nebulosa. e il treno che non mi aspetta, neanche per farmi bere un semplice drink, no. lui va e devo essere con lui. che mi riporti a casa sobrio un'altra sera. ho ricominciato a scrivere. chissà perché? anche se lo so benissimo. quando la mia mente comincia a slittare sul declivio delle cose malsane, l'unica cura è scrivere. tirare fuori i demoni che mi mangiano ed inchiodarli con le parole. che divorino la carta o i pixel di questo schermo, poco importa. ma che mi lascino in pace. ho ricominciato a scrivere, ma questa volta ho già in testa tutta la storia. una storia poco piacevole devo ammetterlo, ma questo, miei cari, è quello che sta uscendo. non è certo una storia da raccontare ai bambini, ma oggi come oggi cosa possiamo raccontare loro? nulla.
ascolto quelli che mi stanno intorno con insofferenza, non riesco più ad inserirmi tra la gente. mi trovo bene in pochi posti, in altri sento montare il malessere. è un periodo così. farò buon viso. come al solito.
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can you see the real me?
@ Friday, 24. Feb, 2006 – 12:19:23
in questi giorni la città è in fermento. non tanto per quel carrozzone chiassoso della settimana della moda. che quella non se la incula nessuno o quasi, se non un paio di distinti signori che vogliono guadagnare con le modelline. perché dei vestiti, sinceramente, a chi importa? ma la città è in fermento per altro. nel mondo patinato degli uffici e dei palazzi a specchio, della pausa pranzo veloce e degli impiegati ancora più veloci nei loro completi sta succedendo qualcosa. proteste. proteste. proteste. è strano vedere i metodi di lotta tipici di un mondo operaio, di matrice alfista, metalmeccanico usati da distinti signori in giacca e cravatta. passeggiare con le cuffie ben piantate nel cervello per non sentire i rumori circostanti è strano ritrovarsi davanti un manipolo di assicuratori determinati nelle loro giacche a non far entrare nessuno nell'edificio. una volta si picchettavano le fabbriche. oggi gli uffici. ed è qualcosa di spiazzante. certi gesti, le urla, le mani alzate, gli striscioni, gli slogan li vedi appiccicati addosso agli operai. questione di memoria oramai. per quelli che come me provengono dalla working class che doveva andare in paradiso ed invece è sempre stata spinta in giù. ma come per ogni azione e reazione ad ogni spinta qualcuno veniva sputato verso la classe più in alto. proiettili impiegatizi. la nuova generazione che migliora la propria condizione sociale. ma anche i problemi del lavoro hanno raggiunto le classi "superiori" come la marea che salendo copre ancora più spiaggia. e chi prima si sentiva discretamente sicuro, beh, adesso si ritrova nella merda. precari, sottopagati. e mi fa uno strano effetto sentire gli slogan di quelli che sono comunque lavoratori, in giacca e cravatta, sulla parole di "The Real Me" dei "The Who". e penso, a quale sia la vera faccia di questo posto. di questa città. quale sia il suo vero io. anche la città canta. e la sento.
Can you see the real me, can you?
Can you see the real me, can you?
Can you see the real me, can you? -
dannato consumismo
@ Thursday, 02. Feb, 2006 – 17:23:20
uscire per pranzo e ritornare con la pancia piena e tre cd.
(The Who - "Who's next", The Who - "Who are you", The Small Faces - "Greatest Hits")
ecco il rischio di una società capitalistica. -
the corporation
@ Tuesday, 31. Jan, 2006 – 12:22:24
un gran bel documentario, nonostante la presenza di moore che dopo il maiuscolo "bowling for Columbine" non riesco più a vedere. uno sguardo lucido sul mondo della moderna finanza e sui mostri che essa produce. visto su CULT una delle poche interessanti emittenti del circuito sky. sempre su CULT domani nuovo appuntamento con "7up" serie di interviste fatte a 14 inglesi ogni sette anni. la serie, se così si può chiamare, è cominciata nel 1964 quando i protagonisti avevano sette anni. un esperimento davvero interessante, uno sguardo su una società complessa ed in movimento come quella inglese. passando per gli anni della lady di ferro e tutto il resto fino ad oggi. domani è la puntata dei 35 anni. da non perdere.
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lazy days
@ Monday, 30. Jan, 2006 – 15:45:42
sottotitolo: ovvero come cadere come un pirla mancando un simpatico marciapiede e rimetterci la caviglia
ci sono quelle mattine da affrontare controvoglia. che ci sarebbero un sacco di cose migliori da fare. e che invece tocca andare al lavoro, prendere un treno sempre in ritardo, fare un sacco di chilometri con il sole basso a disturbare gli occhi già semichiusi per il sonno perso la sera prima, camminare con le cuffie ben inserite nel cervello a cercar di tirar fuori qualche pensiero buono ed un minimo di attenzione ai particolari. missione fallita. e sbram. una bella storta di quelle d'antologia. con tanto di corollario di smadonnamento sommesso a fior di labbra ed a denti stretti. come le barzellette che la settimana enigmistica ricompensava con 5000 lire un bel po' di tempo fa. e l'ho capito subito che non era una cosa così semplice. il dolore era troppo forte. decisamente. un blocco di spilli infilati nella caviglia. una gioia per i neuroricettori che smaniosi portavano informazioni al cervello sotto forma di coloriti auch. da trasformare in altrettanto coloriti porc. ma mi sono contenuto. che non sono mica uno scaricatore di porto e qui poi al massimo c'è l'idroscalo. che non è un porto. ma questa è un'altra storia.
stoico sono andato lo stesso al lavoro, perché ma sì non sarà poi così grave. ma quando dopo qualche ora mi sono accorto di avere uno zampone al posto della caviglia mi son detto: non sono magro, ma questo è troppo.
e via di corsa. se così si può dire. piano piano solita trafila. pronto soccorso, visita, lastre, visita, bendaggio, ciao, riposati. infortunio sul lavoro. e nella mente la paura perché sapevo quello che mi aspettava. dieci giorni di assoluto riposo. che nella mia particolare cosmogonia significano svaccamento totale, uso smodato di televisore e di sostanze contenenti colesterolo. e così è stato. una decina di giorni duranti i quali ho scoperto nuovi sport ed ho allargato i miei orizzonti. snooker, balls, darts. un sacco di giochini nuovi. ed io che certo non mi lascio scappare un mondiale di freccette. scherzi?per fortuna è finita la pacchia. mi sono dovuto alzare alle solite 6.45 invece delle 10 e qualcosa. vestirmi ed uscire. tra la neve alta. e le insidie alle mie fragili articolazioni. non va bene. non va bene. ma sono ancora in piedi
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...and the winner is: (cose da salvare del 2005)
@ Wednesday, 11. Jan, 2006 – 17:39:21
Chikinki: uno di quei gruppi che te lo mettono in quel posto con un bel singolone, in questo caso "Like it or leave it", quasi solare, con un gran ritmo e insomma acquolina in bocca. poi prendi l'album ed al primo ascolto ti spiazza. un sacco di varianti, un genere preciso non lo puoi dare viste le continue divagazioni e mescolanze. però mi trovo davanti ad un disco strano. un po' la stessa sensazione che mi diede "Title of the record" dei Filter. in quel caso il singolo era "Take a picture", ma l'album dietro era un capolavoro scuro, paranoico e tirannico. imponeva ritmi e sensazioni cupe. stessa sensazione. "Lick your ticket" si rivela non troppo buio, ma neanche estivo. un giusto mix. il quintetto di Bristol sforna dei pezzi davvero splendidi come "Hate TV", "Scissors Paper Stone", "Scissors Paper Stone", "Assassinator 13" e la già citata "Like it or leave it". basta il titolo di quest'ultima canzone a chiarire tutto. like it or leave it. davanti ai Chikinki non ci sono le mezze misure ed io, perdio, c'ho perso la testa.
Kaiser Chiefs: meglio dei Franz Ferdinand (che ho imparato ad amare alla follia). e già questo basterebbe. immagine splendida per gente brutta, come nella migliore tradizione inglese. "I predict a riot" è tra le migliori canzoni che ho ascoltato l'anno scorso e che ancora adesso non posso fare a meno di canticchiare mentre cammino per le strade tossico grigie di Milano. quel lalalalaaa che ti mette di buon umore mentre annunci che predici una rivolta. ottima immagine, stile e soprattutto suono. c'è solo da chiedersi come facciano a sfornare così tanti buoni gruppi da quelle parti.
Don't believe the truth - Oasis: semplicemente l'album dell'anno. punto. non c'è da aggiungere altro. se non far notare le basette nel banner del loro sito. splendide.
poi ci sono state tante altre sorprese e scoperte. i danesi The Movement, lo ska (thank you, mate!), la musica inglese anni 60, l'amore folle per i The Who. insomma tante novità.
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lucky strike
@ Monday, 09. Jan, 2006 – 10:36:29
un po' di culo non basta mai. anzi, è sempre ben gradito ed ultimamente le cose sembrano girare bene. la caldaia è tornata a fare il suo dovere, la vita non sembra volermi tirare brutti scherzi, l'Everton sembra essersi tirato fuori dal brutto periodo, la Guinness in lattina non è così male, ma il culo è uscito soprattutto nell'acquisizione di oggettistica varia. la buona sorte ha cominciato ad arridermi negli acquisti. tipo due programmi per partite dell'Everton, stagione 76/77 comprati su ebay alla cifra da capogiro di 0.01 cents l'uno, per una spesa complessiva di 0.02 cents, davvero un cifrone. ora i due programmi fanno bella mostra di se in un quadro appeso a casa. sono soddisfazioni. poi il disco dei The Who regalato, grazie ad un amico molto esperto sono riuscito a farmelo valutare. prezzo stimato 100 euro. non male per un regalo. l'ultimo in ordine di tempo un paio di stupende Gola Harrier Classic nere - ecru alla modica cifra di 40 euro, che come dice mia sorella con quei soldi in Italia compri le stringhe. il tutto grazie ad un mio amico, anzi my mate, che ha avuto un po' di sfiga. il tipo che gliele ha vendute è un crucco disonesto ed invece di un 44 gli ha mandato un 45. ed io come un falco mi sono avventato sull'occasione, troppo ghiotta per lasciarsela scappare. queste sono le cose che fanno bene all'umore. e speriamo che continui.
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the day after
@ Thursday, 29. Dec, 2005 – 10:24:54
poca voglia. il freddo che ancora attanaglia la mia casa, ormai più simile ad un palazzo del ghiaccio che ad un'abitazione. dovrei mettere un ticket d'ingresso per far pattinare la gente intorno al mio tavolo super cool. come se non bastasse, oltre al clima siberiano della cucina c'è da aggiungere la partita di ieri sera. vista con coperta e i geloni in parti del mio corpo che non sapevo neanche di avere. e il giorno dopo un derby perso è sempre un brutto giorno. ma non tutto è ostile. stamattina una gradita sorpresa. no, non l'acqua calda, che ormai considero più di un genere di lusso, ma un regalo davvero speciale. un mio collega si è presentato al lavoro con "Odds & Sods" dei The Who in vinile. originale. cioè vinile! originale! 1974! e me lo ha REGALATO! cosa che ha portato un sorriso formato famiglia sul mio bel faccione, insomma certe cose non capitano tutti i giorni, purtroppo. dopo aver riposto la Sacre Reliquia (Odds & Sods, 1974, originale) mi ingollo due aspirine per combattere il disastro che ho in corpo. sapete dopo 5 giorni al freddo è il minimo che ti prenda un certo malessere e mi rimetto a lavorare. o qualcosa di simile.
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on the blog again
@ Wednesday, 28. Dec, 2005 – 16:42:21
giornata fredda anche per i miei gusti, che prevedono sempre la maglietta a maniche corte. ma oggi milano è bianca, neve, neve, neve ed ancora neve per quelli che si distraggono facilmente. una vera e propria tormenta fuori dalla finestra dell'ufficio. una metropoli per fortuna quasi vuota che si ritrova più candida della veste di una liceale. gli alberi che si piegano sotto il peso di quella che alla fine della fiera è solo acqua a bassa temperatura. mi piace la neve. ma non oggi, non adesso. non mentre sono al lavoro. mi piace quando sono a casa, quando l'attività più faticosa che devo affrontare è andare al bagno e tornare sotto le coperte. ma non posso decidere io e quindi mi piego al volere di chi sta in alto. un po' come gli alberi di cui sopra. guardo fuori per capire se lasciare o no questo posto. per non trovarmi sepolto vivo da qualche parte nella rete autostradale. senza viveri di prima necessità come birra e sigarette. niente di tutto questo. vorrei tanto giocare d'anticipo per non perdermi il derby di questa sera. Everton - liverpool. sul mio bel divano a tifare per i Toffees. sperando in un tanta difficile quanto desiderata vittoria. giusto per risollevare l'umore. ghiacciato anche quello dalla rottura della caldaia. spero che abbiamo risolto i tecnici accorsi oggi per ripare il danno. ma dal fronte non giungono notizie. mi sa che mi aspetta un'altra serata al freddo ed al gelo. senza neanche uno straccio di bue e/o asinello a scaldarmi. niente. speriamo in bene.